PARROCCHIA DI SAN FEDELE MARTIRE

il comune storico



        IL COMUNE  STORICO  DI PEDEMONTE
    
   
    Verscio fine ottocento

L'antico Comune di Pedemonte

Fino al 17 settembre del 1464, Tegna, Verscio, Cavigliano e Auressio formarono il "Comune di Pedemonte" - con Verscio capoluogo della vicinanza - che si reggeva, com'era allora consuetudine, su statuti che gli uomini delle singole località, riuniti in assemblea, si erano dati affinché gli interessi comuni fossero definiti e salvaguardati.

Purtroppo, non si conoscono quegli antichi statuti, certamente simili ad altri coevi, ma sicuramente incentrati sulle reali condizioni di vita esistenti da noi in quelle lontane epoche. Ma si possono ricostruire leggendo quelli del 1 gennaio 1473 poiché furono una revisione dei precedenti, dopo che Tegna, nel 1464, si era separata, erigendosi a vicinanza autonoma, mantenendo però il diritto di rimanere nella "Vicinanza di Pedemonte con Tegna" per il godimento di terre che non verranno mai divise. 

E' un susseguirsi di articoli che trattano dell'elezione del console, del caneparo, del credenziario, del camparo come pure di quanto un vicino, soprattutto, non debba fare. 

Sono i tipici divieti contenuti negli statuti medievali di numerose altre località e derivanti da un'economia chiusa, strettamente legata allo sfruttamento della terra, unica ricchezza in un sistema feudale sia per chi la possedeva sia per chi, spesso dolorosamente, doveva lavorarla. 

Sia che i Capitanei di Locarno e in modo particolare gli Orelli e i Magoria ebbero diritti di decima- citati nel 1213 nel 1230 e ancora nel 1558 - nelle Terre di Pedemonte che avevano ricevuto in feudo dal vescovo di Como. 

Di quel periodo, oltre gli statuti menzionati, si conosce pure il contenuto di parecchie pergamene: 50 inerenti al Comune Maggiore, 26 concernenti Tegna, 2 che si trovano nell'archivo parrocchiale di Verscio. Datano dal 1361 al 1577 e furono pubblicate sul bollettino Storico della Svizzera Italiana negli anni 1910 e 1911 da don Pio Meneghelli, parroco di Verscio dal 1892 al 1912, che negli anni del suo apostolato fu benemerito cultore della storia dei nostri villaggi per aver messo mano agli archivi, riordinato le pergamene e per "aver raccolto e scritto, nel Libro storico della Parrocchia, molte notizie difficilmente trovabili". (Don Robertini, op. cit.). 

Le pargamene pedemontesi non descrivono grandi avvenimenti; la maggior parte riferisce di diritti fondiari, di divisioni di terre, di contratti di compravendita o di lasciti, ma soprattutto dell'annosa questione dei confini comunali in modo particolare con Losone. Storia minima quindi e molto contingente alla vita quotidiana degli abitanti di allora. 

Ciò di meno, le pergamene, per chi volesse riprenderle in mano e approfondirne il contenuto, costituiscono un'interessante e importante fonte per lo studio dei topponimi dei nostri villaggi come pure delle famiglie originarie estinte o ancor oggi esistenti. 

Di quel periodo citiamo solo alcuni fatti. Innanzi tutto, l'investitura della Corporazione Borghese di Locarno ai Comuni di Tegna e Avegno, del 1284. Con essa, i Borghesi di Locarno fecero "cessione vendita et investitura d'heredità perpetua" ai citati comuni di parecchie terre situate nell'odierna zona delle Vattagne e questo "per avere alleati vicini e difendersi dai ghibellini comaschi, guidati sopra Locarno dal condottiero Giordano Rusca da Lucino". (Anna Malé, Solduno, Carminati Locarno, 1961).
 
A questo proposito, sembra interessante sottolineare come in caso di inadempienza del pagamento delle quote i responsabili di Tegna e Avegno potessero anche essere imprigionati nonostante vi fosse una legge con la quale si "proibisce che un corpo libero non puossi essere trattenuto né incarcerato per dannari" (A. Malé op. citl).

Un altro avvenimento che vogliamo menzionare è l'invio di 16 uomini in Vallemaggia perché servissero d'aiuto alla difesa dei passi montani di questa valle, allorché nel 1484 i Vallesani invasero la Val d'Ossola. 

Inoltre, ricordiamo che, durante i quasi 300 anni di dominazione elvetica, Tegna, Verscio, Cavigliano, Auressio, Golino e Intragna nominavano a turno un membro nel Consiglio del baliaggio di Locarno.

Che cosa rimane oggi di quel tempo?

Percorrendo i villaggi di Tenga, Verscio e Cavigliano e inoltrandosi a piedi lungo i vicoli o "caraa" dei vecchi nuclei è possibile imbattersi ancora in qualche costruzione o resti di edifici tardo-medievali: ben noti a Tegna sono i portali dell'antica casa De Rossa. 

Ma, crediamo che il ricordo più importante di quel lontano passato sia costituito dall'odierna organizzazione patriziale esistente nelle Terre di Pedemonte. Infatti, ben quattro sono gli enti che amministrano le proprietà comuni appartenenti alle famiglie originarie:

-Il Patriziato di Tegna che ricorda la separazione del 1464; 
-Il Patriziato del Comune Maggiore di Pedemonte con 
 Tegna, che  raggruppa le terre che non vennero mai divise;
-Il Patriziato del Comune Maggiore comprendente i beni in 
 comune di Verscio, Cavigliano e Auressio;
-La Comunità dei patrizi delle due Terre di Verscio e 
 Cavigliano  che amministra le proprietà in comune, nella 
 parte basse dei  villaggi, lungo il fiume Melezza.

 ( da Centovalli e Pedemonte, 1988 )






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