PARROCCHIA DI SAN FEDELE MARTIRE

La fabbrica di San Fedele


 Istoriato della fabbrica della chiesa viceparrocchiale di S. Fedele Martire
                             di Verscio e dettaglio delle relative spese


( da un manoscritto del curato Giuseppe Antonio Leoni )

Il testo veniva letto in chiesa la prima domenica di agosto di ogni anno
festa della dedicazione della chiesa

L'Anno del Sig.re 1741 li 4 del mese di luglio. L'altissima Divina providenza volendo stabilire là riedificazioen della Chiesa VPchiale di S. Fedele che già fu consagrata da Mons. Agostino Visconti Vescovo di Vercelli nell'anno 1214, come consta dalle veridiche autentiche sue lettere, inspirò al core del nostro Ordinario, perché, dato uno sguardo alla necessità somma di questa; si per la sordidezza che la rendea deforme, ed'indecorosa: come per l'angustia ed'oscurità che la provava aborita, e biasimevole, risolvesse colle pastorali sue persuasive il popolo di S. Fedele all'intrapresa colle sue fatiche d'un'opera di tanta necessità, e sì santa.

La f. m. adonq. dell'Ill.mo e rvd.mo Monsig.r Paolo Cernuschi patricio nobile Milanese Vescovo di Como in occasione di sua visita pastorale fatta alla Chiesa VPchle di S. Fedele li 5,6 e 7 del mese di luglio l'anno 1741 dall'Altare lanciò quall'acuto dardo, pocche, ma altretanto sentimentose efficaci parole, perché si rivolvesse lo stabilimento d'un opera sì santa, che piegò imediatamente buona parte di d.to Popolo ad'abraciare di buon gusto un tanto laborioso impegno, nonostsante la perfidia dell'Inferno co' suoi ministri, disponesse con varii mezi per divertire un idea cò tanto lodevole. In tall'occasione s'espose subito la suplica per quindi a maggior risparmio, ottenerne dal Prelato l'opportune delegazioni, per li bisogni occorrenti della Fabrica nella persona del Parroco, de'  quali in parte s'ottennero imediatamente, ed'altre si conseguirono poi à piena sodisfazione nel progresso del tempo. Per oviare per tanto un impegno, destramente si compiaque il Superiore di delegare il Sig.r Prep.to Cerri Vic.o For.o d'Ascona per la benedizione della prima lapide fondamentale, quale seguì li 25 Marzo dell'anno 1743 coll'essersi colocata nell'angolo superiore del Coro verso sera, per cui ne fece il succennato Delegato un gratuito dono per l'onorario e doutali riccognizione. Nel restante poi dell'incombenze fu posto in agravio, ed affidato totale il maneggio delle spese: come anco tutte l'altre opportune delegazoini furono conferite al Parroco sul riflesso d'un'assistenza economica sulle spese emergenti in tali occasioni  dove rettamente parlando, il tutto fu eseguito, coll'averi procurato ogni possibile risparmio, tanto nella provisione de' materiali, ed'assegnazione delle mercedi, coll'essersi fatto tutto il trasporto del materiale tituolo caritatis, a riserrva di piciola refezione d'una micota che distribuivasi alle portatrici della uomini condotieri de' legnami grossi e sassi d'opera, quanto nelle benedizioni, ed'altre fonzioni doute farsi in occasione di d.ta Chiesa. 
In esecuzione adonq. della pastorale del zelantissimo, suaccennato Pastore li 13 Novembre dell'anno 1742, congregata sul sagrato la vicinanza delle due Terre Versio, e Caviano, e fatta l'esposizione della persuasiva sud.ta, coll'apparovare la necessità somma che davasi tanto per levare dà sagri Altari il sucidume, che non rincalcie, matoni, gesso, e ferro, come pure d'un breve beveraggio alli crescenda ammirazione de' Sarcedoti celebranti cadeva dalla suffitta infrantumata sulla mensa, quanto per aprire a quella dirò così tenebrosa tomba un necessario chiarore, per vie più rendere decorose, e commode l'Ecclesiastiche fonzioni, si rivolvè, benché il Demonio in tal primaria occasioen non dimostrasse grande contrairetà colla contradizione de' suoi ministri, si dovesse fare od'elegere un Sindaco genrale: perché soprintendesse a tutti gli affari occorenti per l'opportunità di questa fabrica come difatti fù eseguito. 
Si diede per tanto principio a quest'opera li 23 d'Aple l'anno 1743 e colla scorta di sei maestri si proseguì per mesi n.o 5 e mezo, ed in questo tempo si fabriò il coro, (col volto a rustico, e) si piantarono li fondamenti con alzarvi sino alla prima (pontata) arrivando dalla parte del Vangelo sino al secondo pilone della Capella del Rosario, l'ossario vecchio, e dalla parte dell'Epistola sino al primo pilone della Capella di (Montenero). Si lavorò l'anno 1744 dalli 18 Agosto sino alli 28 ottobre, e si piantarono i fondamenti (fino al) primo pilone presso al Confessionale d'ambe le parti alzandosi le muraglie (tutte fin) soto l'architravo dela cornice in circa. L'anno 1745 si cominciò li 12 Aple e (si proseguì) sino al primo di Novembre, ed'in questo spazio di tempo si è messo il coperto alla (fabrica) incominciata con farvi il volto delle due Capelle grandi. Si cominciò l'anno 1746 e si proseguì sino alla fine d'Ottobre dalli 4 d'Aple dove si terminò la (prima) parte del volto grande verso il coro, e si stabilì tutta la fabirca incominciata, e (si ridusse) la sagrestia a perfezione con l'astrici di d.ta come del Coro e due Capellete (con) la Capella del Rosario. L'anno 1747 si piantorno il resto de fondamenti cominciando li 20 Marzo, col proseguimento sino li 4 xbre, e frà questo tempo, messo in coperto tutto tanto la nave grande quanto le Capelette: con farvi il resto del volto colla tazza e due portici avanti le porte laterali, ed in quest'anno particolarmente si manifestò nella sua grandezza il (fervore) e buon zelo di questo Popolo. Si ridusse poi a perfezione questa fabrica con l'Oratorio formato del Coro vechio, e sagrestia e piciola casa unita al campanile, ossario, e scalinata avanti là porta maggiore dal 20 Aple sino li 2 Luglio; Quest'opere tutti furno fabricate poi con l'acompagnamento di miracolosi avenimenti, e con aiuti stavaganti: mentre la povertà del Paese e della (Chiesa) la perfidia de' malcontenti, e li grandi pericoli evidenti dimostravono l'idea essere quasi impossibile ad'effetuarsi, sè la divina providenza non avesse fatta scorta, e coll'oportuni soccorsi non ci avesse assicurati ad ogni tempo del bisognevole. Fu questa un impresa quasi ideata con evidente pazzia, col volervi alzare una mole di tanto dispendio senza avvivi in pronto buona scorta di danaro per condurci a buon porto, e ridure l'opera a sua ultimata perfezione. E difatti parce da noi ignorato il documento del Vangelo, che prima di cominciare una fabrica, conviene seriamente computare le spese ed esaminare sé lè forze siano bastevoli per sostenere il peso grave a fine di ridurre l'opera à perfezione. Ipericio che con una cieca semplicità si princio' colla scorta di sole 500 lire di Milano, senza avere chi volesse darci mano misericordiosa per soccorso d'un tanto bisogno. Fù tanto grande però e mirabile la providenza del Sig.re, che mai ci lasciò mancare cosa veruna in soccorso, talche sembrava ad ogni urgenza fosse assegnata da Dio una mano Angelica per prontarci quanto opportunamente ci abbisognavva; lò che ci conviene confessare per vero coll'esperienza degl'effetti, mentre da una mano oculta ci vene esebita gratuitamente ad'imprestito là soma di 500 ducatoni in due volte, con che terminata là fabrica attendeva poi un discreto nostro commodo anche in più volte il doveroso rimborso, con promessa di rilasciarci sul fine del pagamento scudi n.o 100 per cooperare alla spesa della balaustra di marmo dà farsi sulla scalinata maggiore. E sebbene sembrasse talvolta al nostro giudicare, puotesse mancare il materiale secondo il bisogn, si vedeva nonostante proveduto inaspetamente quanto ci abisognava. Si stancava la mente col pensare e machinare dove mai si potessero trovare tanti sassi si ordinarij, e d'oera, quanto per fare (le) piode del coperto, scavare tanta sabbia, ed'avere tanti legni si per fare i ponti come per fare il talaro di metervi il coperto, che alla rapresentanza di tanti bisogni sembrava manifesto un tentare l'impossibile. Quand'ecco venne dal Sig.re un ispirazione di vivere sicuri che sendo quest'opera intrapresa per onore di Dio, Iddio il tutto avrebbe à tempo proveduto. Poiché li riali che ci circondano diedero li sassi tanto per il muro come per altre opere: un campo della Chiesa ed'altro di Gio. Maetr(etti, cui) s'è ceduto per risarcimento de' danni causati nello scavamento, situati nella Campagna di Versio dove si dice sulli molin, ci diedero il bisognevole della sabbia, le ganne di Rici, la valle superiore del Ri d'Auri e lè ganne di Comori ci somministrarono lè piode insieme del fiume Melezza, le selve de' particolari delle due Terre ci providaro de' tampiari, il bosco d'un Giambattistaspra  Giandita sopre lè Campignole sulli monti d'Aurigiano ci somministro l'antene di Larice, la Valle d'Avegno dell'antene di pecia, il Faiedo di Calasca là stanghete di faggio, ed'il bosco viciniore a quello del Giandita sud.to insieme d'un altro di rimbosco viciniore a quello del Giandita sud.to insieme d'un altro di rimpeto alla Terra di Loco d'onsarnone ci procurò tutto il legname grosso tutto di larcie per mezo di Giammaria Ruscone di bisogno à cui fu data in apalto tale provisione, al prezo di lire 694, di milano. Le chiavi grosse n.o 4 si sono levate (al ) Magiodi Ghirla in Valgana fabricate dal Sig.r Carlo Tomaso Tardini, e sono d'importo zechini n.o 48 per essere di peso libre 2312, a soldi 5 per libra; condote poi su loco dà Locarno dalli nostri homini sulle spale furono trasportate. 

Alla povertà del paese e scarso reddito della Chiesa s'unirono d'indi lè irrisioni tanto domestiche, quanto ester per distorci dall'ideata impresa, mentre ovunque  si volgeva tale l'uno dè fautori di questo publico veniva sorpreso dà varie irrisioni e con befegiamenti, ed'ironici applausi era interpellato sè ancora viveva insperanzzito di vedere nel secolo venturo ultimata là sua fabrica, e con una tumescenza e d'amaro palato andavano dicendo li appasionati, che nella Cura di S. Fedele vi regna il nido di pazzi, che invece di ergere un Tempio ad'onor di Dio, si vedrebbe più tosto una cangerie di sassi fabricata in ruina sulle spale de' poveri affaticati lavoratori; ed'altri dicevano che si sarebbe con buon esito presto presto fabricata una capanna.
Ma non vi mova a meraviglia l'appassionata fantasia per lo più dè forensi circonvicini sè tanto delirò, poiche in questo fà maggior amirazione là perfidia di tall'uni nazioniali, cui tutt'hor tratavsi d'effetuare un opera di tanta importanza sembrava si scagliassero ne' loro cori acute saete; quello che solamente bastava per movere a legere riso li fautori; sebbene li arrabiati attentati di questi non partissero con pessimo loro effetto che invane irrisioni, minacie, e bestiali maledizioni e quandanche fossero ben muniti d'armi d'inferno non fu a' favorevoli che di maggior stimolo a sostenere ogni incomodo con prodigiosa perseveranza. Sebbene peraltro grazie al Cielo buona parte de' malcoltenti, raveduti de' loro ciechi errori, dimostrarono col loro esempio ed'efficace aiuto quanto di pregiudizio causavansi nella contradizione ed'abborimento al bene, si nell'mpedirsi l'aquisto de' grandi meriti, coem pure una buonan memoria, e singulare stima preso de' posteri infima mercede donta à chi vive zelante de' beni publici, Molte si taciono per degno rispeto le inconvenienze usateci, perché meglio si vedranno un giorno dà tutto il Mondo à loro confusione che Dio nol voglia, quando di gà non n'abino provato un assaggio con giusto castigo di Dio. 
Fu poi mirabile ammirazione in tutuot il progresso dle tempo di questa fabrica, che alcuno ha douto sogiacere à verun male, tutto che si caminasse sempre fra pericoli evidenti. Era bello spetacolo vedere precipitare li sasis hor da ponti, hor dalle scalle, ed'hor dal tetto, e questi senza leisone veruna dellej perosne che stavano  ivi ricoverate, od'impiegate in qualche lavoro à prò della fabirca cosiche miracolosamente potevano vantarsi essenti dalla ferite mortali, mercé il patrocinio di Maria sempre invocato, e l'intircessioen dé santo Fedele Martire (e più) volte può dirsi Nö fosse da' pericoli il reparatore l'Angelo di Dio. Non può ridirsi quanta sicurezza non scortasse l'affolate persone che passavano (sull') eminenza de' ponti, ed angusta ripilezza della scale; ed'io che più volte ne' fuui (aspettatore) di tanti avenimenti devo francamente confessare che manus Dei erat (cum illis. diede) Iddio a questo Popolo lo' spirito di risolversi à dare principio a questa fabrica (benche) non vi fosse danaro per il proseguimento a questo (non) mancarono forze sufficienti per sostenere una sì penosa durevole, e' continua (opera) talche non davasi riposo nè giorno di festa nè giorno di travagio in qualonq. (occasione), e sempre godete li divini santi aiuti per perseverare in quella adonta delle (derisioni), minacie, ed impedimenti violenti de' controdicenti talche l'ultimazione (dell'opera) se grande fù il rincrescimento, che lasciò ai favorevoli, e benefatori nel dover cessare la fatica per l'onore di Dio, fu poi magigore il cordoglio, che tormentava il cuore delli aversari in vedersi in facia a loro effetuata con perfezioen l'ideata opera; con manifesto applauso e comune agradimento anco dei forensi capaci di ragione.
Ed anco fu osservato che dei malcontenti, vole il caso, ne provassero un'assaggio del loro errore, se all'homo è lecito così giudicare.
Ridota poi questa fabrica all'essere possibilie di celebrarvi la S. Messa coll'essere a perfezione e ben aggiustati li quatro primi altari, si stabilì la benedizioen di questa per il giorno di s. Andrea Apostolo, giorno anniversario della Chiesa vecchia, e si cantò la prima Messa solenne dal Mto Ilmmo e Mto Rdo Sigr Quirico Pozzi degssmo Curato di Cassano in Val Curia, e questa funzione da erudito panegirico per mezzo del  Sigr D. Modesto Pozzi degnissimo nipote del succennato celebrante, premessa la benedizione data da me delegato, dove oltre a numeroso clero, vi concorse grand'numero di gente dei popoli forensi, e tutto ciò servì d'acuto dardo per ferire il cuore impietrito di quei poveri malcontenti, lasciandosi a benedire l'altare della Madonna di Montenero, quale di poi solennemente a suo tempo sarà benedetto.
Al vedersi innalzata una fabirca di tanta avenenza for d'ogni espettazione, pare possi aver causato un grande dispendio con notabile diminuzione di capitali, oltre il consumo dell'annui redditi a questa aspettanti; lo che francamente sarebbe suceduto se la mano d'alcuni benefattori, e il buon zelo della maggior parte di questo popolo, non avesse cooperato con un notabile solievo, e generoso aiuto. Quelli colla somministrazione di buon peculio cioè 550 ducatoni senza altra ricognione di fitto, anzi con con sicura promessa già sopra acccenata, questi poi coll'indefesso lavorare in trasportare li bisognevoli materiali, e questi tutti sez'altra riccognizione e pagamento, ecetuate però le portatrici della calcie, matoni, gesso, cui si dava solo una micota per ciascun' carico come già dissi.
A me di certo non è possibile il racontare fedelmente quanta fosse la solecitudine della maggior parte di questo popolo indefesos, nel procurare lo avanzamento della fabirca e quanto di buon gusto intraprendesse ben considerabili e stravaganti stenti. Dirò sola in piciola parte di quanto ebbi ad osservare  in questa gente per lo spazio d'anni no. 6 continovi. 
Le beffe, irrisioni, minacie, ed arti diaboliche usate dalle persone troppo aciecate dalle sue compassionevoli pazzie, servivano anzi di stimolo evidente alle persone zelanti dell'onore di Dio ad'intraprendere con più giovialità e maggior costanza la bramata fatica; e questo più fremoevano qualcuni arabiati gli aversarii, altretanto più gioivano tra l'intemperie de' tempi li ben contenti. La rigidezza della staggione, anco tra le acque e nevi non bastava per spegnere il santo ardore che avampavali nel cuore per presto vedere a sua perfezioen l'ideato tepio per l'onore d'Iddio. Cominciarono li picoli figliuoli d'gni sesso, intesasi la risoluzione per l'edificazione d'una nuova Chiesa, dar di mano sulla sera alli utensili per trasportare verso la chiesa, da cui sembrava venissero invitati li maggiori al proseguimetno. Quello mi ha fato più volte amirare lo fu che nonostante fra gli ardori pù eccessivi del caldo, tutto che stanche venissero più volte dalle loro facende, ed'hallora calate fosser le donne da' monti, conosciuto il bisogno, e fatone loro aviso, s'adossavano ancor grondanti di sudori, gl'strumenti per asportare sull'eminenza più alta della fabirca quel materiale che gli si caricava sulle spale, non esendovi pericoli, né altezza, né tanpoco età avanzata che li facesse paura, piché vedevansi intrepide farsi coraggio l'una l'altra per portare sula somità dle tetto insieme del grave peso, anco il numero d'anni 50 e più. Non mi arrosisco poi il dire che dandosi qualche pressante bisogno per la fabrica, mi portavo sulli loro campi, e vigne e case ove li chiedevano l'rugenti bisogni, e fatta loro premura per portare sulli ponti sassi od altro mateirale, tantosto vedevansi balzare da quelli, e gionte a pie' delal fabrica, s'esponevano a qualonque graziosas servitù, secondo richiedeva il presente bisogno; dicendo: Iddio fa tutt per noi e noi facciamo qualche cosa per Dio, ed essendo arestate col su rispettivo caric, cui portavansi alla campagna dimetevano tosto questo, e ripigliavano quello che abbisognava per la fabrica.
Grand'fatto è da osservarsi che a quelli s'impiegavano per beneficio di quest'opera, riuscivano a seconda,  divesamente da quelle dei malcontenti. Questa somma vigilanza ed indicibile solecitudine pertanto fu di grnade soleivo per le spese e fu cagione e si animassero un poco anche li intiepiditi sorpresi dai malcontenti a sostenere qualche fatica; e questo aponto aprtò consierabili avantaggi, avendo cooperato a sostenere intatti sino alla fien i capitali aspetanti a detta Chiesa. 
Però apparisca ad ognuno quanto abbia cooperato colle sue fatiche questo popolo all'edificazione di questo tempio, per procurare ogni possibile risparmio, mi è parso opportuno di tenere registrata ad un libro mastro riccavato dal giornale, tutta la spesa fatta pe detta fabrica, come anco dle modo cui siamo serviti per venire al sospirato nostro intento. Per quanto mi è statto possibile, ho procurato, di notare il tutto, aciò vegasi a quanto risulta di spesa fatta per dett'opera come qui ne facio una breve descrizione.
Speso per calcie centenara no. 7861/2 al prezzo parte soldi 20, parte 34, parte 44 e parte 52 lire milanesi 2558,4 - Spesso per matoni no. 21000 a lire 15 per mila lm. 315 - Spesso per gesso a lire 5 per 100 libre 2634 lm 131.14 - Spesso per gesso a lire 5 per 100 lire 2634 lm. 131,14  Speso per le quatro chiavi maestre di peso libre 2312 a soldi 5 per libra con condota lm. 578 - Speso per i bolsoni di libre peso no. 276 lm. 144 - Speso per altro ferro e mercede di ferrari lm 192.12 -Speso per i legnami grossi d'opera e quatro rodondoni lm. 722 - Speso per antenne e stanghette per i ponti ed altri legni picioli lm. 109,18 - Speso per pane alle portatrici di detto materiale cìoè calcie gesso e matoni lm. 205,2 - Speso per regalia al fornasaro lm. 10,13 - Speso per ferramente lm. 106,9 - Speso per diverse fature lm. 324,4 - Speso per diverse robbe minute lm. 80,5 - Speso per muratori cioè al campomastro soldi 35 e bocali 3 per vino e mezi 3 alla festa e alli altri, soldi 26 e boclai 2 vino per giorno 4263,15 - Speso per scarpellini lm. 757,8 - Speso per manovali lm. 227 - Speso per il vino dato ai maestri scarpellini ed altri operai lm. 1221 - Speso per antene di larice no. 32 lm. 32 - Speso per altri legni picioli ad unso dei ponti lm. 22,16 - Speso per altra mercede de' ferrari lm. 48,10 - Speso per condota delle chiavi grosse lm. 34,13 - Per altri legnami lm. 242 - Per aver speso in cibaria e beveragi in far tagilare e condurre legni e sassi lm. 35 - Speso per assi diversi e legni lm. 62,5 - Speso per legnamaro e certi ferri per sagrestia lm. 57 - Speso per chiodi picoli e di canteri lm. 65 - Si aggionge altra spesa non computata nelle sudette somme consistenti in legnami e calcie con condotte ascende a lm. 486,4 - Che fanno in tutto di Milano, L. 12485.11.

1758, li 30 giugno, ho fatto il sopra descrito detaglio della spesa fatta per la Chiesa, quale si cominciò da' fondamenti li 23 aprile nell'anno 1743, e si terminò il 15 gigno 1748. 







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