PARROCCHIA DI SAN FEDELE MARTIRE

La chiesa

                                                     
LA CHIESA PARROCCHIALE  DI  VERSCIO 




Il complesso monumentale di San Fedele, unico nel Cantone Ticino sia per la sua mole che per lo stile architettonico (tardo-gotico/barocco) ha subito durante i secoli varie modifiche, ristrutturazioni, demolizioni ed ampliamenti.  
Nei secoli passati quasi tutti i monumenti quali chiese, oratori, conventi e palazzi si presentavano infatti con una ben diversa configurazione dal quella odierna. 
I monumenti si sono adattati ai tempi, all'evoluzione della popolazione, ai bisogni, alle mode e per quanto riguarda le chiese anche alle nuove norme liturgiche scaturite e imposte dai vari concili.
Anche la chiesa di San Fedele Martire, con l'adiacente casa parrocchiale e sagrato, non si è sottratta a tale evoluzione subendo durante i secoli importanti modifiche. 
Per redigere quest'articolo mi sono basato su alucni documenti che sono riuscito a reperire nell'archivio parrocchiale. Mi sono state anche d'aiuto le ricerche storiche di Don Pio Meneghelli (parroco di Verscio dal 1892 al 1912), le memorie di Don Siro Borami (curato di Verscio dal 1920 al 1926), di Don Agostino Robertini, Parroco di Verscio per oltre 40 anni, l'opera di Isidoro Marcionetti Cristianesimo nel Ticino e lo studio di Johann Rudolf Rahn I monumenti artistici del Medio Evo del Cantone Ticino
Come tutte le terre del Verbano anche Verscio dipendeva dalla pieve di Locarno e meglio dalla Chiesa Madre di San Vittore di Muralto. Difficile è datare l'inizio del Cristianesimo nelle nostre terre come postulato da Marcionetti. Il Cristianesimo s'insediò con molta probabilità prima nei capoluoghi per poi estendersi nelle valli e nelle piccole comunità montane. 
Sempre come riferisce Marcionetti "ancora in epoca romana, ma probabilmente non prima della fine del IV secolo il paganesimom cominciò a cedere il psto al Cristianesimo, che l'Imperatore Costantino, nel 311 legalmente riconobbe".
Vi è stato quindi un lento ma continuo insediamento nelle nostre terre della nuova religione che, con l'aumento dei fedeli, abbisognava sempre più di nuovi luoghi di culto. Ne conseguì la costruzione di nuove chiese ed oratori in ogni luogo anche remoto del Cantone. 
In un interessante bolletino parrocchiale degli anni 40 che ho ritorvato in archivio, don Robertini illustrava i disparati unsi d'inumazione nei Cristiani dei primi secoli: i morti erano seppelliti sotto il pavimento interno della chiesa oppure contro le sue mura ed infine in un locale sotterraneo della chiesa, vicino alla porta d'entrata come nella chiesa di San Fedele di Verscio. 
Le ricerche storiche situano attorno all'anno mille la costruzione di quello che si considera il primo edificio sacro del Pedemonte, sul bellisimo balcone naturale ove oggi si trova il sagrato.




Si trattava con molta probabilità di una piccola cappella con portico di cui oggi rimane solamente il presbiterio. Con il passare degli anni, l'edificio fu ingradito fino a formare la prima vera chiesa del Pedemonte. Era rettangolare misurante 7 metri per 33 e fu consacrata nell'anno 1214 dal Vescovo di Vercelli Fra' Agostino Visconti. 
L'entrata era posta verso Cavigliano e sormontata da un portico. Un bell'esempio di portico simile lo si trova nella chiesa parrocchiale di San Luca di Avegno.
Nella chiesa vi era un altare maggiore molto semplice con niccia e predella e tabernacolo bello fiorato coperto da un drappo rosso, come risulta dai documenti concernenti la visita pastorale del 1591. 
Scriveva inoltre il delegato vescovile "... non si tiene (nel tarbenacolo) il SS. Sacramento se non alla volta per bisogni particolari; vi è però pissida pare del quale serve anco per tabernacolo portatile".
Il Presbiterio era separato dal resto della chiesa da una "cancellata in legno". Per averne un'idea si può visitare l'oratorio di Gannariente in Val Bavona.

Prima del concilio di Trento tutte le chiese antiche presentavano "la cancellata" che separava il presbiterio, riservato al celebrante, dai fedeli. Con l'avvento delle nuove norme liturgiche, la cancellata fu in seguito sostituita dalle balaustre, poi andate in disuso con le disposizioni del concilio Vaticano II stabilenti che il celebrante non doveva più essere separato dal popolo.

La chiesina disponeva inoltre di due piccoli altari laterali, uno dedicato alla Vergine e l'altro al Santissmo Sacramento. Vi era inoltre un campanile di mole ben minore di quello attuale, probabilmente di stile romanico, con una o due campane.
Le sue fondamenta erano situate dove oggi si trova la scala in sasso per accedere alla camera mortuaria. Nel primitivo edificio si trovava il Sacro fonte di marmo nero senza cancello, nonché camposanto con "serrata".

Dal 1214, anno della consacrazione, al 1500, l'edificio vide il susseguirsi di vari abbellimenti, tra i quali i pregevoli dipinti tardo gotici sulle pareti per opera del Tradate. In particolare (e per fortuna) si possono ammirare ancora oggi gli affreschi del presbiterio con il Cristo Pantocreatore. 
In seguito fu edificata la vecchia sacrestia ossia il locale dove oggi si trova la camera mortuaria. L'entrata della sacrestia era situata altrove e precisamente al posto dell'altare della Madonna di Monte Nero. Durante i lavori per la realizzazione della camera mortuaria sono stati rinvenuti sotto il vecchio pavimento dei piccoli pezzi d'affresco, troppo pochi invero per ricostruire un immagine intera. 

Nel 1591 vi erano a Verscio 30 fuochi e circa 140 anime; curato residente era Don Flaminio Conti di Piacenza. Per il seicento non ho trovato notizie di interventi particolari. Penso però che l'edificio andò deteriorandosi, visto che in occasione di una visita pastorale del 1741 Mons. Cernuschi annotava "...la necessità somma davasi tanto per levare da sagri altari il sudiciume, che con rincrescendo ammirazione dei sacerdoti celebranti cadeva dalla soffitta infrantumata sulla mensa...".

Nel 1704 la popolazione di Verscio decideva di costruire l'attuale imponente campanile, posandovi la pirma pietra il curato Don Giacomo Francesco Leoni, il 16 d'ottobre. I lavori terminavano il 25 ottobre del 1720. Il nuovo campanile, dotato all'inizio di sole tre campane, fu munito nel 1827 di un concerto di 5 campane prodotte dal fonditore Bizzozzero di Varese. 
In quegli anni fu pure edificato l'ossario, oggi adibito a battistero. 

Diversi furono i motivi che indussero ad avviare la costruzione dell'attuale chiesa parrocchiale: il malcontento espresso dal precitato Vescovo Paolo Cernuschi in occasione della sua visita pastorale, la necessità di disporre di spazi liturgici più ampi a seguito dell'aumento della popolazione, il costante deterioramento della vecchia chiesa di San Fedele che dunque non faceva più fronte ai bisogni.
Promotore della nuova opera fu il Parroco di Verscio, Don Giuseppe Antonio Leoni (1736-1767) che non badò a fatiche per racimolare i fondi necessari per avviare la fabbrica
I lavori iniziarono l'anno 1743 e terminarono cinque anni dopo e meglio il 30 novembre 1748, giorno della benedizione della nuova chiesa, poi consacrata dalVescovo Giovan Battista Muggiasca il 7 agosto 1776.
Tralascio di descrivere tutte le fasi della costruzione  poiché già a molti note.
Chi ha un interesse storico può leggere l'istoriato dettagliato della fabbrica di San Fedele scritta dal Parroco Giuseppe Antonio Leoni, documento che si può trovare sia in archivio parrocchiale che nel libro di Don Robertini, "Verscio". 

Nel 1780 circa in una decina d'anni dopo la sua consacrazione, la volta del presbiterio dell'antica chiesina fu chiusa da una "murata". Fu così formato un piccolo locale detto "segreto".
Vi si accedeva dalla chiesa parrocchiale "per una porticina dissimulata" scriveva don Meneghelli nel 1907. In questo piccolo locale si disponevano arredi sacri e mobilio Il soffitto , oggi non più visibile, era a volta di botte e probabilmente affrescato. Sopra la volta del "segreto", scrive sempre Don Meneghelli, si poteva vedere in un cantuccio in color rosso l'iscrizione "Ave Maria - Grazia Plena - Dominus Tecum" e un piccolo affresco raffigurante la Madonna. Con la chiusura del presbiterio della chiesa antica fu realizzato un "oratorio" formato dal presbiterio stesso e dal locale oggi adibito a camera mortuaria. Vi si entrava per la scala in sasso davanti al campanile. 

L'oratorio fu in principio usato dalla confraternita di San Francesco da Paola, fondata a Verscio nel 1748, che ebbe una certa rilevanza, essendo per giunta aggregata ed incorporata all'omonima arciconfraternita di Roma. Il piccolo edificio era adoperato per officiare particolari funzioni e messe in suffragio degli aderenti alla pia congregazione. 

Ho trovato in archivio una notazione chedata 29 marzo 1801 era morto un certo Andrea Leoni, membro della precitata confraternita, e che come da consuetudine gli "si sono fatti i soliti suffragi in oratorio per cui ho ricevuto - il parroco - soldi 4,16".

Si può riscontrare l'importanza della congregazioen anche dalla visioen dei "conti resi" della stessa, il cui budget era all'inizio ben superiore a quello della parrocchia. La festa del Santo costituiva il momento più importante ed era molto sentita, visto che attorno al 1750 ci fu la partecipazione di numeroso clero (ben dieci curati) che arrivarono da tutte le curie del locarnese.

Con l'inizio del secolo scorso e il decadimento delle confraternite, l'oratoiro fu dedicato all'Immacolata e nello stesso periodo fu posato un piccolo altare di marmo di color bianco situato tra le due finestre del presbiterio.

Per un certo periodo, attorno al 1920, l'oratorio fu pure usato come asilo comunale. 




L'arrivo nel 1939 di Don Agostino Robertini, profondo conoscitore d'arte, sancì il ricupero degli affreschi del Tradate nella chiesa antica. Inoltre l'antico Ossario fu trasformato in battistero e fu creata una porta/volta di accesso dalla chiesa parrocchiale.

L'antica porta d'entrata dell'ossario verso Cavigliano fu murata e sulla parte interna si può oggi ammirare l'affresco di Emilio Maria Beretta.

Il localino detto "segreto" fu eliminato, fu aperta la volta dell'antico coro e vennero alla luce gli antichi affreschi raffiguranti i profeti e patriarchi, poi restaurati negli anni 50 sotto la supervisione dell'Ufficio federale dei monumenti storici.

Il collegamento con l'antica sacrestia, oggi camera mortuaria, fu eliminato mediante la costruzione di una parete che sanciva di fatto l'eliminazione dell'antico oratorio delle confraternite.

Per tornare alla chiesa odierna, dal 1800 fino agli anni 40 del secolo scorso i parroci che si susseguirono e gli emigranti verscesi in Toscana, contribuirono ad abbelllirla. 

Nel 1846, a seguito dell'emanazione delle nuove leggi cantonali sull'igiene, furono messe fuori servizio le cinque tombe comuni poste sotto il pavimento dlela chiesa. 

Nel 1912 Don Pio Meneghelli realizzò grazie a dei lasciti, il nuovo portale nella chiesa parrocchiale. All'inizio del 900 fu costriuito l'attuale cimitero. La cappella centrale della famiglia della famiglia fu Giacomo Leoni, reallizzata su progetto dell'architetto Zanini,fu benedetta da Don Meneghelli il 31 agosto 1902 e dedicata alla Madonna Addolorata.

Durante gli scorsi anni si sono susseguiti diversi interventi come lo spostamento dell'obelisco, l'edificazione del nuovo selciato del sagrato costruito con le vecchie piode che prima si trovavano nella piazza di Verscio, donate gratuitamente dal comune. 

Dopo la morte di Don Robertini (1988) la casa parrocchiale fu completamente ristrutturata creando così uno spazio pubblico detto "Salone San Fedele". Da alcuni mesi sono terminati pure i lavori della camera mortuaria che conserva sulla volta del soffitto un affresco del 700 di pittore ignoto raffigurante San Fedele Martire a cavallo e un pregevole crocifisso del 600, entrambi recentemente restaurati . Inoltre vi è stata traslata la lastra tombale del parroco Giovanni Ardizzi, curato di Verscio dal 1644 al 1690.

Sia a Verscio come in altri molti luoghi, le persone avvicendatesi nei secoli hanno lasciato la loro testimonianza, "adattando" chiese, edifici e monumenti ai nuovi costumi e bisogni dei tempi.




                                                                    












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