PARROCCHIA DI SAN FEDELE MARTIRE

Beneficio Leoni

IL BENEFICIO  LEONI    
                          


PREMESSA
I documenti relativi al beneficio Leoni di Verscio, grazie all'interessamento del defunto parroco di Verscio Siro Borrani si trovano in Curia a Lugano.
Di conseguenza non è stato possibile al predetto Parroco riscrivere l'istoriato completo di questa Pia Fondazione.
Nel 1923 l'investito era il Sacerdote Annibale Lafranchi di Tegna canonico di Lugano, il quale per circa un decennio aveva a sua volta incaricato dell'amministrazione e dell'adempimento il S
sacerdote Giovanni Snider, già Parroco di Verscio ed ora Prevosto di Pazzalino.
Il Canonico Lafranchi investito, di comune intesa con l'amministratore Prevosto Snider nel gennaio del 1923 consegnò il tutto, fondiaria, documenti e valori, del beneficio alla ved.da Curia per la custodia in avvenire, riservando all'investito e in caso di sua mancanza al Parroco di Verscio, l'incarico dell'adempimento in questa Chiesa di St. Fedele. 
Perché tuttavia i molto rev. di successori non siano totalmente all'oscuro su tale oggetto.
Le notizie che seguono furono redatte dal Parroco Siro Borrani. 

ISTORIATO

Nel 1654 al 9 di settembre il Signor Giacomo fu Pietro Facheti di Verscio dona (inter vivos) alla Chiesa di Verscio in tanti titoli di credito e terreni la somma di lire terzole 16'000.-- a fine che dei frutti di esse, ovvero con gli interessi, si celibreno sei messe per cadauna settimana e questo fino in perpetuo all'altare della beata Vergine Maria eretto nella Chiesa di St. Fedele in Verscio con le seguenti condizioni e clausole: 

1) Alla celebrazione di dette Messe il donatore eregge il Chierico 
   Giovanni Monico di Verscio, suo parente assegnandogli sin d'ora i 
   frutti della donazione, ad eccezioen di scudi 5 per la manutenzione dei 
   paramenti. 

2) Nel caso detto chierico divenisse ammalato o per altra incompatibilità 
    non potesse essere abile alla celebrazione, vuole che i superiori 
   ecclesiastici vi assegnino quella parte di frutti che sarà stimata 
   necessaria alla manutenzione religiosa del predetto Giovanni Monico.

3) Il donatore si riserva il diritto di eleggere i titolari di detta istituzione 
    finché egli vivrà e dopo la morte lascia in tutto e per tutto la sua 
    padronanza agli uomini del comune di Verscio sua patria, con  
    preghiera tuttavia che nella scelta del titolare della Cappellania 
    abbiano riguardo ai suoi parenti, e preferiscano i vicini ai forestieri.

4) Omissis

5) Omissis

6) Omissis

7) Omissis

8) Omissis

9)  Il Cappellano sia obbligato a coadiuvare al curato di Pedemonte del 
     Sacro Ministero.

10) Il Cappellano possa celebrare quelle messe che ha di libertà nelle 
      Chiese di Sta Maria di Tegna e St. Michele di Cavigliano in quei 
      giorni di festa che in dette Chiese vi è la devozione, eccetto il caso 
      che dette terrre si sopralzassero a quelle di St. Fedele. 

11) Omissis

12) Omissis

13) Omissis

14) Omissis

15) Omissis

16) Omissis

17) Omissis

18)  Che il Cappellano Monaco sia provveduto di casa conveniente con 
       qualche comodità di orto, casa e orto che dovranno in seguito 
       servire ai suoi successori, con obbligo a ciascuno della 
       manutenzione a proprie spese. 

Fatto in Ascona  dal Notaio Prete Bartolomeo Berna con suo rogito no 1490 Vicario.
La presente è una copia legale e conforme estratta dal Notaio Francesco Lafranco fu Notaio Giovangiacomo Lafranchi di Tegna. 

NOTIZIE
Il 12 aprile 1672 il Notaio Pietro Bizzarro detto Leone figlio dil fondatore consegnò i titoli di credito della Cappellania fondata dal padre agli ufficiali della Terra di Verscio. L'assemblea della Terra di Verscio riconoscente per l'îstituzione del Beneficio l'8 gennaio 1673 cedette al Signor Pietro Leone il suddetto e i suoi successori in diritto il patronato sulla Cappellania. 
Il Cardinale Carlo Ciceri, Vescovo di Como, il 7 febbraio 1973 approvò la detta cessione del patronato a due condizioni:

1) Che tanto il Signor Pietro Leone che i suoi eredi in linea maschile 
    successiva abbiano il diritto di amminstrare e di nominare detta 
    cappellania. 

2) Che ogni contratto  o distrazione o riempiego di capitali, si faccia con 
     la facoltà dei superiori.

Al suddetto beneficio vennero accompagnati due legati fondati dal parroco di Verscio Giuseppe Antonio Leoni con testamento di data 1762.

Il citato testamento all'art. 3 dispone che il frutto annuo di tutti i crediti del testatore si impieghino metà in tante messe privilegiate a soldi 25 di Milano da celebrarsi dal Curato nella Chiesa di St. Fedele  e metà in tanto sale da distribuirsi agli abitanti nella terra di Verscio e ciò in perpetuo durando però i suddetti capitali. 

Questo è il cosidetto legale sale-messe il cui capitale è presso il Comune di Verscio in 5 obbligazioni comunali ed altri fr. 325.-- ad esso comune mutuati. 

Il Comune pensa alla distribuzione del sale e paga annualmente al curato per tante messe la sommadi fr. 100.-- sulle obbligazioni ed altra somma di fr. 13.-- su fr. 325.-- mutuati,  ciò in tutto fr. 113.--. 

Il testamento 12 maggio 1762 sopracitato all'articolo 7 dispone inoltre di un legato perpetuo di 12 messe previlegiate con responsorio cui Lazzaro più una messa cantata con officio in perpetuuo nel giorno dell'anniversario della morte del testatore ovvero il 24 dicembre.

Questo si chiama il legato delle 12 messe.

Il capitale di questo legato è presso la Curia di Lugano la quale paga annualmente al Parroco di Verscio l'affitto relativo per dette dodici messe ed un anniversario.









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